Avete mai pensato a quale sia l’impatto che ha lo Smart Working sul benessere delle persone che lavorano?
Il discorso dello Smart working riguarda da vicino il livello di soddisfazione dei lavoratori, ma bisogna anche prendere in considerazione l’atteggiamento che hanno nei confronti di questa modalità di lavoro agile.
Come in tutte le cose, anche per lo Smart Working è utile sottolineare che ci sono pregi e difetti.
L’ indagine “Smart & Well” fornisce alcuni dati ed indicazioni per le organizzazioni che vogliono attuare o proseguire il percorso verso modi di lavoro più flessibili.
Quella che emerge è una fotografia precisa sull’approccio è l’atteggiamento delle organizzazioni in Italia rispetto ad un cambiamento in direzione smart.
Lo smart working è innanzi tutto un cambiamento culturale e può avere successo solo se i manager sono i primi a crederci.
Le aziende sono sempre più attente al benessere dei dipendenti e alle loro esigenze di vita, oltre che lavorative, come dimostrano frequenti iniziative di welfare, politiche finalizzate a rendere più flessibile il lavoro, così come le azioni orientate al work-life balance.

Per quanto riguarda la Flessibilità di luoghi, bisogna ricordare che smart working significa sia flessibilità all’interno dell’ufficio sia flessibilità di scelta di altre location esterne alla propria sede come coworking, hub aziendali e luoghi terzi, ecc.
E cosa dire sul ruolo dell’interior design?
Per quanto riguarda l’organizzazione spaziale del workplace se ne apprezzano i vantaggi in termini di condivisione ma ci si può lamentare di una minore privacy e concentrazione.
L’abbandono della postazione fissa resta comunque un passaggio delicato, ed emergono infatti l’attaccamento alla propria scrivania, il desiderio di personalizzarla, la difficoltà nel trovare i colleghi con i quali lavorare.
Il 20% dei lavoratori non è soddisfatto della propria postazione di lavoro in termini di comfort e funzionalità: un dato che dimostra quanto margine di miglioramento ancora ci sia per l’office design!