
In seguito alla spiegazione sul significato che intendiamo dare al concetto di Smart Working reperibile qui, riteniamo altrettanto importante dedicare spazio all’approfondimento della tematica.
Cosa comporta, quindi, creare un ambiente di lavoro “smart”?
Implica fornire ai propri dipendenti i mezzi fondamentali per permettere loro di sviluppare il proprio potenziale in primis all’interno dell’azienda.
Devono emergere elementi positivi come la funzionalità ed il piacere di lavorare gomito a gomito con te. E sì, l’imperativo è d’obbligo perché non ci stancheremo mai di sottolineare quanto un dipendente soddisfatto sia la componente irrinunciabile di una squadra che remi all’unisono incontro al tuo obiettivo.
Per raggiungere ciò che ti sei prefissato, però, è necessario discernere tra 4 macroaree inerenti ai diversi stili lavorativi del dipendente:
concentrazione, comunicazione, collaborazione e contemplazione – danno origine a differenti situazioni, che a loro volta richiedono precise soluzioni di arredo.
Diamo un’occhiata al grafico riassuntivo creato da Sedus (https://www.sedus.com/it/).

Concentrazione:
È il tipo di lavoro più comune, quello da dover svolgere con attenzione e a cui dedicare la massima cura, meglio se in un luogo riservato o protetto.
La necessità principale è quella di non avere distrazioni, poter focalizzare la mente sul compito da svolgere per evitare errori.
Comunicazione:
Deve essere il fulcro di ogni buona azienda, la comunicazione, il flusso di informazioni che circola fra i dipendenti e consente di lavorare meglio e raggiungere prima gli obiettivi. Non solo in sale riunioni classiche però, anzi tutt’altro!
La comunicazione funziona meglio se avviene in ambienti informali, tavoli alti dislocati sapientemente nelle aree operative, zone break dove il momento della pausa caffè diventa occasione per confrontarsi anche sul lavoro.

Cooperazione:
È il più famoso teamworking, il lavoro di gruppo dove ognuno apporta un significativo punto di vista all’argomento di discussione. Più vicino al concetto di riunione formale per come la intendiamo noi in Italia.
Ci si confronta e si raggiunge l’obiettivo lavorando in sintonia con i colleghi in un ambiente che metta a disposizione gli strumenti necessari per farlo: tavoli grandi ma soprattutto lavagne magnetiche, videowall, sistemi di videoconferenza e quanto necessario a cooperare e far crescere l’azienda.
Contemplazione:
È la parte meno impegnativa del lavoro, quella che potremmo definire di “relax intellettuale”. Serve a staccare la spina per qualche minuto, continuando a lavorare ma con compiti più leggeri che possano essere svolti anche in punti confortevoli come angoli lounge singoli o comunitari.
Divani, pouff, poltrone da lettura devono avere come parola d’ordine “morbidezza” e informalità.

L’insieme degli aspetti sopraelencati vanno quindi a comporre un ufficio che possa seriamente etichettarsi come “smart”, poiché progettato in funzione di dipendenti interessati a far crescere l’azienda dal suo interno.
Seguendo tale ottica, quindi, anche un iniziale investimento corposo saprà sicuramente ripagare la decisione all’avanguardia di dare spazio a chi lavora: proprio come facciamo noi di Belardi, dal 1970.